I componimenti di Nigretti esplorano il viaggio simbolico dell'uomo, i sui vuoti esistenziali, le solitudini e lo smarrimento. La sua è una poesia dell'inquieta parola. Per Nigretti, la parola poetica è un'urgenza interiore, definita dall'autore stesso come il sangue della parola che sgorga dal taglio della voce.
La tavolozza di Nigretti si muove tra campiture cromatiche intense e forme che non intendono riprodurre il reale, ma evocare mondi interiori. La pittura di Nigretti si configura come un vero e proprio affresco dell'anima, in cui il colore diventa il medium ideale per tracciare percorsi visivi d'avanguardia.
Nigretti definisce la sua ricerca come photo-graphia, un linguaggio visivo che non si limita a documentare la realtà, ma la mette in scena e la manipola esplorando lo spaesamento, il volto straniato e il corpo umano, per catturare la complessità e la fragilità delle relazioni tra le persone, gli oggetti e la natura.